Detenuti stranieri, numeri allarmanti
Quasi ventimila detenuti stranieri nelle nostre carceri, sovraffollamento che mette a rischio la sicurezza degli agenti di Polizia Penitenziaria e che permette a soggetti pericolosi di fruire di misure meno restrittive

«Quasi ventimila detenuti stranieri nelle nostre carceri, sovraffollamento che mette a rischio la sicurezza degli agenti di Polizia Penitenziaria e che permette a soggetti pericolosi di fruire di misure meno restrittive». Durante la mia visita di ieri mattina presso la Casa Circondariale di Velletri, in compagnia dei dirigenti del sindacato di polizia penitenziaria Sippe ho appreso che su circa 500 detenuti oltre 200 sono extracomunitari. Numeri che fanno capire quanto l’immigrazione incontrollata abbia portato in Italia gente disperata pronta a delinquere per sostentarsi.
Attuando invece, come già aveva iniziato a fare il Governo della Lega prima del tradimento del Premier Conte, un efficace sistema di rimpatri si potrebbe risolvere il problema del sovraffollamento delle carceri e restituire maggiore dignità sia ai detenuti che agli uomini della polizia penitenziaria che ogni giorno sono costretti a lavorare in condizioni di incredibile difficoltà. Lo scorso Luglio infatti il Ministro Bonafede annunciava in Parlamento che che deve essere accelerato il rimpatrio dei detenuti stranieri, poi dopo l’estate e il cambio di maggioranza parlamentare che ha tradito il voto popolare degli italiani su questo tema solo assoluto silenzio.

Eppure siamo di fronte ad un fenomeno davvero allarmante. Al 17 luglio di quest’anno, su 58.745 detenuti presenti nelle prigioni del nostro Paese, 19.860 venivano dall’estero. Praticamente un terzo. Marocco, Albania, Romania e Nigeria le nazionalità più presenti, mentre i reati commessi vanno dallo spaccio di stupefacenti, al porto d’armi abusivo, a furti, rapine, reati contro la pubblica amministrazione, contro la persona e contro il patrimonio. Centinaia e centinaia di carcerati stranieri che affollano le celle del Lazio e dei principali istituti penitenziari del nostro Paese. Un problema che deve essere risolto per la sicurezza di chi opera come agente di Polizia Penitenziaria e per ridurre il problema del sovraffollamento nei nostri istituti penitenziari, che spesso consente a molti criminali di fruire di misure di pena meno restrittive che offrono loro la possibilità di continuare a delinquere a danno della comunità. Su questo tema come Lega lavoreremo anche in Europa per trovare una soluzione che abbia a cuore gli interessi dei cittadini italiani, spingendo anche nella direzione di accordi quadro a livello europeo per il rimpatrio di detenuti extra Ue nei loro paesi d’origine».

Lo dichiara in una nota l’Eurodeputato pontino della Lega, l’Onorevole Matteo Adinolfi, eletto nel collegio Italia Centrale.

Quasi ventimila detenuti stranieri nelle nostre carceri, sovraffollamento che mette a rischio la sicurezza degli agenti di Polizia Penitenziaria e che permette a soggetti pericolosi di fruire di misure meno restrittive
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