«Nonostante la sentenza del Consiglio di Stato numero 4610, l’annosa questione della proroga delle concessioni balneari fino al 2033 non può prescindere dalla volontà politica del Parlamento italiano evidenziata in maniera netta con l’approvazione di un apposito emendamento al decreto rilancio solo due settimane fa».
Così l’Eurodeputato della Lega, Matteo Adinolfi commentando la decisione dei giudici di Palazzo Spada che hanno ordinato in Puglia l’applicazione della direttiva Bolkestein che impone la messa a bando in Unione europea di tutte le concessioni pubbliche.
«Considerare le concessioni balneari alla strega da servizi, vuol dire a mio parere tradire lo spirito originario della Direttiva Bolkestein. Lo stesso estensore della Direttiva, infatti, aveva chiarito che le concessioni balneari dovevano rimanere fuori dal raggio di applicazione del provvedimento.
E’ quanto ho ribadito in questi giorni incontrando gli operatori balneari del territorio pontino – spiega Adinolfi – spiegando come sia necessario da parte dei comuni e delle istituzioni locali che non lo avessero già fatto procedere alla proroga fino al 2033 per garantire certezze imprenditoriali e livelli occupazionali ad un settore fortemente colpito dalla crisi post Covid.
Voler mettere a bando le concessioni balneari in un momento di crisi e di mancanza di liquidità come quello attuale – prosegue Adinolfi – significa agevolare le organizzazioni criminali che dispongono di enorme liquidità frutto di capitali illeciti, penso alle Mafie italiane o a quelle dell’est europeo, oppure favorire gli operatori esteri che finora hanno beneficiato di cospicui aiuti a fondo perduto da parte dei loro Paesi.
E’ quanto ho ribadito in questi giorni incontrando gli operatori balneari del territorio pontino – spiega Adinolfi – spiegando come sia necessario da parte dei comuni e delle istituzioni locali che non lo avessero già fatto procedere alla proroga fino al 2033 per garantire certezze imprenditoriali e livelli occupazionali ad un settore fortemente colpito dalla crisi post Covid.
Voler mettere a bando le concessioni balneari in un momento di crisi e di mancanza di liquidità come quello attuale – prosegue Adinolfi – significa agevolare le organizzazioni criminali che dispongono di enorme liquidità frutto di capitali illeciti, penso alle Mafie italiane o a quelle dell’est europeo, oppure favorire gli operatori esteri che finora hanno beneficiato di cospicui aiuti a fondo perduto da parte dei loro Paesi.
Inoltre questa perdurante attesa nell’estensione delle concessioni al 2033 sta penalizzando fortemente molti operatori che non riescono ad accedere al credito agevolato o agli strumenti finanziari necessari per portare avanti la propria attività e garantire il pagamento degli stipendi ai propri dipendenti.

Per questo mi auguro che si adottino misure di buonsenso da parte delle istituzioni chiamate in causa in questa vicenda e che si tuteli in primis l’interesse nazionale salvaguardando imprese e lavoratori italiani».
Lo dichiara in una nota l’Europaralmentare della Lega, Matteo Adinolfi

