La libera circolazione delle merci rappresenta uno dei fondamenti del Mercato Unico e dell’Unione Europea, i cui valori portanti, come Stato di diritto, democrazia, tutela dei diritti fondamentali e libera concorrenza, sono oggi più che mai messi a rischio dalla criminalità organizzata che, in modo sempre più crescente, tende ad assumere una dimensione transnazionale.
«In particolare, i grandi porti europei sembrano essere divenuti il fulcro di traffici illeciti e reati gestiti dalle mafie internazionali. Due chiare manifestazioni di questo fenomeno sono evidenti a Rotterdam e Anversa. Da qui partono moltissimi traffici illegali perché, su grosse quantità, è difficile effettuare controlli serrati e perché, come ammesso dalle stesse autorità portuali, esiste un sistema di corruzione tra i lavoratori del porto che sta diventando sempre più diffuso» afferma l’Eurodeputato della Lega, Matteo Adinolfi, in un’intervista.
A facilitare questo sistema vi è la possibilità di infiltrazione criminale nei sistemi del mondo legale: per le organizzazioni criminali è facile, con i loro volumi d’affari da miliardi di euro, corrompere trasportatori e lavoratori nel portuali, la cui collaborazione è indispensabile per l’accesso alle aree riservate.
«In particolare – aggiunge Adinolfi – andrebbero aumentati i controlli sui reparti ‘pre-arrival’ ovvero quelle parti del porto dove si decide quali container verranno controllati o meno e che vede un numero sempre crescente di doganieri corrotti. E’ chiaro che quanto detto, oltre ad agevolare i traffici illeciti delle mafie internazionali, dia luogo a una situazione di squilibrio e concorrenza sleale verso quei porti, tra cui quelli italiani, dove i controlli sono generalmente più scrupolosi».
Proprio nel nostro Paese, la nota dolente di questa area competitiva sono i tempi e i costi delle procedure doganali, ed in particolare il sistema dei controlli, giudicato eccessivo ed eccessivamente lento. Tuttavia, la recente introduzione della procedura del ‘pre-clearing’ ha mitigato di molto le critiche mosse verso l’Autorità doganale. La procedura in questione, anticipando ai terminalisti le informazioni relative ai controlli da effettuare, consente agli operatori di incanalare verso i varchi di uscita tutti i container non selezionati dal sistema di controllo, con notevole risparmio dei costi di stazionamento.
«Resta tuttavia molta strada da fare per garantire un sistema di controlli portuali più omogeneo a livello europeo: solo scegliendo di puntare maggiormente sull’innovazione tecnologica e dispiegando un uso maggiore di controlli tramite intelligenza artificiale, le forze doganali potranno contrastare le mafie e i loro traffici illeciti» conclude l’Eurodeputato Adinolfi.
La libera circolazione delle merci rappresenta uno dei fondamenti del Mercato Unico e dell’Unione Europea, i cui valori portanti, come Stato di diritto, democrazia, tutela dei diritti fondamentali e libera concorrenza, sono oggi più che mai messi a rischio dalla criminalità organizzata che, in modo sempre più crescente, tende ad assumere una dimensione transnazionale.


