Negli ultimi anni, molte imprese italiane – anche a partecipazione pubblica, quali ENI ed Enel – hanno trasferito la propria sede legale o fiscale in Olanda.
Il motivo è presto detto: nei Paesi Bassi il diritto societario è meno ‘gravoso’ rispetto ad altri Paesi UE, non tanto per un discorso di aliquote (a dire la verità, non molto differenti rispetto agli altri Stati UE) quanto da un punto di vista di tassazione sugli utili, praticamente nulla, che fa sì che le plusvalenze societarie rimangano quasi completamente nelle casse delle imprese.
Questa ‘migrazione’ delle imprese nazionali in Olanda ha generato una perdita di circa 30 miliardi di Euro per il fisco italiano.
Per continuare a garantirsi questo appeal imprenditoriale, che apparentemente è legittimo ma che dà luogo a surplus commerciali e dumping sociali quantomeno dubbi, il governo olandese sta valutando l’ipotesi di una legge che eviti la fuga delle grandi aziende in altri Paesi. L’idea è quella di applicare una maxi-tassa per scoraggiare le multinazionali che decidono di lasciare l’Olanda per trasferire la loro sede legale in Paesi extra UE che hanno un regime tributario ancor più vantaggioso di quello olandese.
Il Ministero delle Finanze olandese sta studiando questa proposta dopo l’annuncio di alcune grandi aziende intenzionate a lasciare i Paesi Bassi.
« Io e i miei colleghi della Lega vigileremo attentamente contro i rigoristi olandesi che ci fanno la morale e poi fanno di tutto per tutelare il proprio ruolo di paradiso fiscale all’interno dell’UE» così l’Eurodeputato della Lega, Matteo Adinolfi.
Io e i miei colleghi della Lega vigileremo attentamente contro i rigoristi olandesi che ci fanno la morale e poi fanno di tutto per tutelare il proprio ruolo di paradiso fiscale all’interno dell’UE.


