BCE, Adinolfi : « Europa nega credito ad aziende per assurde norme pre-Covid » 
Un Regolamento UE previsto per l'anno prossimo andrà a penalizzare ulteriormente gli imprenditori, senza tener conto della crisi che stanno vivendo. Per l'UE, ennesimo segnale di distanza dalla gente.

Ormai è palese: l’Ue non ha capito – e neanche si sforza di farlo – il dramma economico che stanno attraversando le nostre imprese e, anzi, sta facendo di tutto perché queste realtà chiudano definitivamente. C’è infatti un vecchio regolamento UE che entrerà in vigore dal 1 gennaio 2021 che inserisce nella lista dei cattivi pagatori tutti gli imprenditori che sono in ritardo, anche minimo, nei pagamenti. Una scelta folle che non tiene minimamente conto del contesto attuale e che si traduce in una vera e propria mannaia mortale su tutte le nostre aziende. Migliaia di imprese rischiano, così, di finire in lista nera e di imbattersi nel default bancario.

Non bastava il dramma dell’emergenza Covid, ora l’UE vuole definitivamente far chiudere chi, a fatica e con enormi sacrifici, sta cercando di sopravvivere. Quindi non solo ad oggi non è arrivato un solo euro dei mitologici aiuti economici sbandierati dal presidente del Consiglio Conte e promessi dal presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen, ma ora si impedisce anche a chi è in difficoltà di poter accedere al credito anche solamente per un minimo ritardo nei pagamenti. Un passo che metterebbe la parola fine per un’infinità di aziende.

In un’intervista, l’eurodeputato Matteo Adinolfi ha voluto far sapere: « come Lega lo scorso 3 novembre abbiamo già denunciato con una lettera ai Commissari McGuinness e Dombrovskis questa follia e continueremo a batterci contro questo assurdo regolamento che, preciso, era in vigore già prima della pandemia. In pratica, quando si tratta di soldi, l’Europa fa finta di niente come se l’emergenza coronavirus non fosse mai avvenuta. L’ennesimo segnale di distanza dalla gente, da chi lavora e ogni giorno lotta per mandare avanti la propria attività » .

« Mi domando – continua Adinolfi – come sia possibile una simile miopia politica ed economica. E’ una vergogna che Bruxelles non si renda conto che applicare regole vecchie in questo momento storico significa mettere sul lastrico milioni di persone. A tutto ciò si aggiunge un altro aspetto gravissimo: l’atteggiamento remissivo del governo Conte che non sta muovendo un dito per impedire questo sfacelo. Sarebbe invece fondamentale far sentire la voce dell’Italia che ha proprio nelle PMI il fiore all’occhiello della sua economia. La cecità dei burocrati di Bruxelles e l’inadeguatezza di questo esecutivo non possono mettere in ginocchio il nostro Paese. Come Lega faremo di tutto per fermare quest’ennesima ingiustizia sociale ed economica »  ha poi concluso lo stesso Adinolfi.

Quando si tratta di soldi, l’Europa fa finta di niente come se l’emergenza coronavirus non fosse mai avvenuta. L’ennesimo segnale di distanza dalla gente, da chi lavora e ogni giorno lotta per mandare avanti la propria attività
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