Il nostro Paese, le nostre aziende, le nostre famiglie attendono con ansia gli aiuti dall’Europa che ancora non si sono visti. Attenzione, però, questi soldi che arriveranno non rappresentano un grande passo e una vittoria per l’Italia, come il presidente Conte ha millantato più volte davanti le tv, né, tanto meno, un gesto di solidarietà dell’Europa.
Questo il monito lanciato dall’eurodeputato della Lega, Adinolfi: « sono le nostre tasse che, almeno per una volta, forse, torneranno indietro. Ecco il paradosso europeo del Recovery fund. In pratica è come se L’Europa ci stesse dicendo: ho i vostri soldi, se volete, potrete spenderli come però deciderò io. Non solo: una parte di questi vostri soldi che vi gireremo dovrete anche restituircela. Sembra un’assurdità, eppure questa è la triste realtà che in pochi dicono e vogliono ammettere. Il nostro Paese, infatti, è contributore netto dell’Ue. Questo significa che ogni anno l’Italia versa all’Europa più soldi di quanti poi ne riceva effettivamente indietro » .
« Quest’anno, invece, con l’avvento appunto del Recovery – spiega Adinolfi – anche nelle migliori delle ipotesi, il saldo tra quanto abbiamo versato all’Europa e quanto riceveremo sarà zero. Mi chiedo quindi dove sia questo grande gesto dell’UE che in tutti questi anni ha sempre chiuso ampiamente in attivo il proprio saldo con il nostro Paese. Come mai in tutti questi anni non si mai è pensato, ad esempio, di eliminare questo enorme squilibrio? Se infatti l’Italia avesse avuto l’opportunità di avere più soldi dall’Europa, molto probabilmente, oggi non si troverebbe in questa situazione drammatica. Da tempo la Lega evidenzia, in maniera purtroppo inascoltata, le criticità del Quadro finanziario pluriennale 2021-2027 che penalizzano l’Italia, contributore netto dell’UE poichè ogni incremento equivale a un aumento dell’assegno che ogni anno gli italiani firmano a Bruxelles. In pratica ci stiamo pagando il Recovery con i nostri soldi e avremo l’onere non solo di spenderli come vorrà Bruxelles, ma anche di restituirne una parte. Una vera follia pagata dalle imprese, dai liberi professionisti, dalle famiglie che ora vivono un momento difficilissimo. A questo scenario preoccupante si aggiungono anche le proposte, a mio avviso inaccettabili, sull’introduzione di nuove risorse proprie, ovvero nuove tasse europee a danno dei cittadini, delle famiglie e delle imprese italiane. La plastic tax, pagata da ognuno di noi è un esempio concreto di queste nuovi balzelli che vengono aggiunti, magari con la scusa della tutela ambientale » .
« Con l’avvento di questa pandemia che purtroppo sta continuando ad imperversare in tutta Europa, l’UE aveva e, aggiungo, ha ancora la grande occasione di poter dare risposte concrete ed efficaci ai cittadini. Tornare cioè alle sue origini e agli obiettivi primari dei padri fondatori che l’hanno costituita. Sono questi i concetti e i presupposti che nel mio lavoro a Bruxelles cerco di far riemergere. Solo in questo modo il nostro territorio verrà veramente aiutato a risollevarsi da questa orribile parentesi che dovrebbe quantomeno far riflettere sul modo stesso di fare politica in Europa » ha quindi concluso lo stesso Adinolfi in una nota.
Con l’avvento di questa pandemia che purtroppo sta continuando ad imperversare in tutta Europa, l’UE aveva e, aggiungo, ha ancora la grande occasione di poter dare risposte concrete ed efficaci ai cittadini


