In quest’anno buio per la nostra economia e per le nostre imprese, a pochi giorni dal termine del periodo transitorio della Brexit, e precisamente il 24 dicembre, è arrivata una buona notizia che la Lega e il Gruppo ID caldeggiavano e sostenevano da tempo: l’ accordo tra UE e Gran Bretagna sul commercio che ha salvato l’export di migliaia di nostre aziende che hanno proprio nel Regno Unito un partner commerciale privilegiato.
Soddisfatto l’eurodeputato Matteo Adinolfi, che ha dichiarato: « come Lega e Gruppo ID ci siamo battuti per arrivare a questo traguardo fondamentale che ha impedito che il voto democratico della Brexit si trasformasse da una parte in una punizione esemplare e assurda ai Britannici, rei di aver scelto la libertà e dall’ altra in una vera e propria mannaia per tutte quelle aziende del nostro Paese che esportano nel Regno Unito. L’Inghilterra rappresenta infatti uno dei più importanti mercati delle nostre esportazioni alimentari che sfiora i 3,5 miliardi all’anno. Se poi allarghiamo l’export con la Gran Bretagna a tutti i comparti industriali, arriviamo a un mercato che vale 25 miliardi di euro l’anno. Numeri che lasciano intendere il volume di affari che anche grazie al nostro lavoro in Europa è stato salvato » .
« Conosco personalmente – prosegue Adinolfi – molte aziende del territorio che esportano nel Regno Unito e sono particolarmente soddisfatto di questo accordo che, anzi, è tardato troppo ad arrivare. Le eccellenze italiane non potevano essere ulteriormente penalizzate dalle scelte europee che più di una volta si sono rivelate devastanti per l’Italia. Europa che purtroppo non accenna a eliminare quelle contraddizioni di fondo che come Lega e Gruppo ID contrastiamo ogni giorno. Basti pensare agli accordi commerciali che l’UE hai in essere con la Turchia che non solo minaccia la Grecia, ma si è resa protagonista più volte di palesi violazioni dei diritti umani. Il tutto in vista di una possibile ammissione della Turchia nell’UE a cui noi della Lega e del Gruppo ID, proprio per queste ragioni, siamo fortemente contrari. La stessa Europa, inoltre, tra qualche settimana concluderà accordi molto discutibili con la Cina e con il Vietnam che invaderà il Vecchio Continente e quindi anche il nostro Paese con prodotti a bassissimo costo di produzione e di qualità scadente. Basti pensare al riso vietnamita che farà concorrenza sleale a quello di alta qualità prodotto nel nostro Paese. Per ora, quindi, abbiamo vinto la battaglia di considerare il Regno Unito un partner commerciale paritario e senza dazi doganali. Abbiamo scongiurato, infatti, l’introduzione immediata di un’imposta del 15% per le esportazioni delle nostre merci che avrebbe rappresentato l’ennesima batosta per le imprese italiane in questo anno drammatico. Una vera e propria boccata d’ossigeno per l’export dei nostri vini e prosecchi, della nostra frutta, della pasta, dei salumi e dei formaggi e delle nostre automobili » .
« L’Europa deve comprendere che solo in questo modo, tutelando le esigenze dei cittadini e dei produttori, si riuscirà ad avere un mercato globale di alto livello e di qualità. A partire dal prossimo anno, come europarlamentare della Lega e del Gruppo ID, continuerò a difendere i prodotti del made in Italy in Europa. Le scelte che vengono adottate a Bruxelles ricadono sul nostro territorio molto più di quanto si possa credere. L’accordo commerciale per la Brexit rappresenta un primo tassello su cui lavorare per incrementare le possibilità di esportazione all’estero dei prodotti del nostro territorio. Ora, quindi, ci aspettano sfide a livello globale, soprattutto dopo la crisi dovuta al Covid-19. E’ proprio questo il momento storico ed economico per costruire una rete di scambi commerciali internazionali fondata sulla qualità e non su scelte politiche lontane dalle aziende e dai lavoratori. L’Italia ha già pagato a caro prezzo l’arrivo di merci a basso costo e di scarsa qualità. L’Europa non può più sbagliare » ha poi concluso Adinolfi in una nota.
L’accordo commerciale per la Brexit rappresenta un primo tassello su cui lavorare per incrementare le possibilità di esportazione all’estero dei prodotti del nostro territorio


